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Utilità / Controllo degli insetti / Insetti / Zanzare


Le zanzare appartengono all'ordine dei Ditteri, al sottordine dei Nematoceri e alla famiglia dei Culicidi.

Sono un gruppo di insetti endemico a latitudini tropicali e subtropicali, che è diventato ubiquitario, seguendo l'espandersi degli insediamenti umani. Tuttavia è scarsa la loro presenza nelle zone artiche e subartiche. Da un punto di vista paleontologico sembra accertata la presenza di due specie di Culex nelle Eocene, mentre risultano presenti nell'Oligocene anche i generi Mansonia Aedes e Anopheles.

Le specie conosciute attualmente sono circa 3500 (nel 1961 erano conosciute solo 2700 specie), di cui oltre un centinaio appartengono alla fauna europea e più di 60 specie risultano presenti in Italia.

Fra le specie più conosciute, la letteratura di settore riporta 370 Anopheles, 463 Culex, 661 Aedes, 54 Mansonia, 27 Culiseta.

Le zanzare sono Ditteri di piccole dimensioni (3-7 mm. di lunghezza), con un marcato bimorfismo sessuale: i maschi portano vistose antenne piumate (palpi), mentre le femmine anno antenne più brevi ricoperte da rari peli.

Lo sviluppo delle uova è strettamente legato alla temperatura: queste, per schiudersi abbisognano di una temperatura al di sopra di 10-12° C, che diventa ottimale tra i 18 e i 25° C.

Il tempo per la schiusa va da 1-2 giorni a 7-15 giorni, se le temperature sono basse. Solo le uova del genere Aedes possono resistere per mesi in ambienti non umidi.

Le larve sono formate da 9 segmenti, si presentano in forma cilindrica con peli a ciuffi nelle anofeline e peli semplici nelle culicine. Le larve hanno un capo grosso, occhi pigmentati, antenne corte ed appartao boccale con mandibola fortemente dentellata; presentano, inoltre, un collo molto flessibile ed un torace ingrossato e molle, provvisto di lunghi peli. All'estremità dell'addome si notano particolari strutture che formano un sifone che consente alla larva di utilizzare l'ossigeno dell'acqua, indispensabile: nelle anofeline il sifone è ridotto, praticamente mancante.

Le larve sono zoofaghe e fitofaghe con apparato boccale masticatore: si nutrono aspirando detriti organici, oppure rosicchiando sostanze vegetali. L'ultimo segmento addominale porta due ciuffi di peli e quattro branchie digitiformi, che non servono per la respirazione, ma per la omeostasi osmotica. Le larve si spostano per balzi o contorsione, con un moto che parte dalla coda; di fronte al pericolo nuotano vigorosamente verso il basso. Lo stadio larvale si svolge attraveso quattro mute ed impiega un tempo variabile da 4-10 giorni.

La pupa, o ninfa, ha una forma a virgola in cui si distiunguono un capo, un torace e un addome-coda. Il torace è molto ingrossato e sulla parte dorsale si notano due aperture o tube respiratorie, fusiformi, a corna; sul torace si notano gli abbozzi delle ali, nonchè una larga cavità aerea che serve alla pupa per il galleggiamento e che, riempita d'aria, favorirà l'emergenza dell'adulto; all'estremità dell'addome si notano dei lobi a paletta, detti "cerci".

La pupazione dura da 24-96 ore ed è otimizzata da una temperatura di 18-20° C. Lo sfarfallamento, di solito, ha luogo prima del levar del sole: l'adulto emerge dalla fenditura dorsale, si riposa per breve tempo in modo da permettere alla cuticola di indurirsi e alle ali di allargarsi.

Il corpo dell'adulto è diviso in tre parti: capo, torace e addome. Sul capo si nota il caratteristico apparato succhiatore formato da uno stiletto mediano che parte dal labbro superiore, scanalato e che costituisce il canale di suzione; accanto allo stiletto mediano (o proboscide) ci sono altri due stiletti derivanti dal labium e dal labrum (mascella e mandimola).

Gli organi di suzione sono in relazione con l'ipofaringe, dove sono poste le ghiandole salivari le quali entrano in funzione al momento della puntura e secernono un liquido irritante, con proprietà anticoagulanti. Il sangue viene risucchiato grazie all'azione di pompaggio dell'ipofaringe, che è una struttura cava.

L'apparato boccale è completato da un paio di palpi mascellari, particolarmente piumati nel maschio, e che non sono interessati alla suzione.

Nel torace troviamo uno scudo protettivo che sostiene l'unico paio di ali su cui si notano le grosse caratteristiche nervature rivestite di pelo. L'addome è ricoperto di grosse scaglie nelle culicine e di rada peluria nelle anofeline. E' formato da 10 segmenti e gli ultimi 2 sono incastrati dentro l'ottavo. L'ultimo segmento porta due cerci nella femmina e l'apparato copulatore del maschio. Dall'addome escono pure i bilanceri, o ali completamente trasformate.

Le zanzare sono insetti olometaboli, subiscono, cioè, una completa metamorfosi di forma e abitudini lungo i vari stadi del ciclo vitale. Si nutrono di succhi vegetali, sostanze zuccherine, sostanze organiche in decomposizione e di nettare dei fiori. Le femmine, le sole che pungono gli animali, abbisognano di un pasto di sangue per completare l'ovulazione, recuperando da mammiferi, uccelli e anfibi alcuni amminoacidi essenziali. Le zanzare volano nel crepuscolo e di notte, essendo caratterizzate da una eliotassia negativa; battono le ali in volo 2-300 volte al secondo e possono spingere l'insetto ad una velocità di 4-5 Km all'ora. In genere non si allontanano molto dal punto di emergenza, non oltre 2-6 Km. Evitano, se possibile, il vento e sciamano a raggiera dopo lo sfarfallamento.

Durante il giorno si riparano dalla luce in luoghi oscuri, nelle abitazioni o sul fogliame delle piante.

Raggiungono rapidamente la maturità sessuale e le femmine vengono fecondate in volo da un maschio uscito dallo sciame, dopo le danze che si sono svolte (all'interno dello sciame) per la scelta del partner. Un'unica fecondazione può essere sufficiente per la deposizione di molti gruppi di uova.

Le femmine fecondate volano verso gli agglomerati urbani per il pasto di sangue.Le uova vengono deposte nelle ore crepuscolari o notturne, singole o a gruppi che rassomigliano a zattere galleggianti; la deposizione avviene sempre in acqua o in terreni umidi. La schiusa delle uova avviene dopo 2-4 giorni.

La maggior parte delle zanzare ha una sola generazione all'anno e nessun maschio sopravvive durante l'inverno.

La schiusa delle uova avviene in seguito ad unoi stimolo particolare, quale l'aumento della temperatura, la concentrazione di ossigeno nell'acqua, la presenza di microorganimi o un evento meccanico-fisico.

 
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